lunedì 20.11.2017  06.33

Informativa sul rischio connesso al Bail-in

La Direttiva 2014/59/UE dell’Unione Europea (BRRD - Bank Recovery and Resolution Directive) ha introdotto in tutti i Paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento, limitando la possibilità di interventi pubblici da parte dello Stato e prevedendo taluni strumenti da adottare per la risoluzione di un ente in dissesto o a rischio di dissesto. Tra questi strumenti è previsto il c.d. “bail-in” che consente, al ricorrere delle condizioni per la risoluzione, la riduzione del valore di alcuni crediti o la loro conversione in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca; nonché a mantenere la fiducia del mercato.

Il bail-in si applica seguendo la gerarchia di seguito indicata:
i) azioni e altri strumenti rappresentativi di capitale;
ii) obbligazioni subordinate;
iii) obbligazioni non subordinate (senior) e dei depositi interbancari e delle grandi imprese;
iv) depositi delle persone fisiche e piccole e medie imprese (per la parte eccedente l’importo di € 100.000).
Gli azionisti e i creditori non potranno in nessun caso subire perdite maggiori di quelle che sopporterebbero in caso di liquidazione della banca secondo le procedure ordinarie di insolvenza.

Il bail-in è uno degli strumenti applicabili in una procedura di risoluzione. Si attiva il bail-in se la banca è considerata rilevante in termini di  interesse pubblico.
Alla luce di tale regola si ritiene contenuta l’eventualità che le BCC possano essere oggetto di una procedura di risoluzione.
Conseguentemente, in caso di grave difficoltà di una BCC, qualora le rafforzate misure di prevenzione delle crisi previste dal nuovo quadro normativo si rivelassero insufficienti, si applicherebbero le ordinarie procedure previste per i casi di non solvibilità.
Ad oggi, le difficoltà di singole BCC sono state risolte con l’intervento degli strumenti di protezione della Categoria che hanno consentito il superamento delle criticità, avvalendosi unicamente di risorse messe a disposizione dal Sistema BCC.

La BCC di Falconara Marittima appartiene al network delle Banche di Credito Cooperativo che rappresenta un sistema solido, precisando che non ha mai emesso obbligazioni subordinate.
La solidità è misurata dal coefficiente di patrimonializzazione (CET1) degli istituti di credito che a giugno 2015, per le Banche di Credito Cooperativo, è mediamente pari al 16,2%, significativamente superiore a quanto rilevato nella media dell’industria bancaria italiana (12,1%).
Il network delle BCC si è dotato, inoltre, nel tempo di appositi strumenti per la tutela dei propri soci e clienti.

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